«Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti».
(Lc 5,5)
Introduzione
Il creare una rete di persone in tutta la diocesi cui stesse a cuore la pastorale familiare, è stato il primo obiettivo dell’azione della Commissione. Solo attraverso un impegno di più soggetti, di più famiglie, di più comunità, pensiamo che sia infatti possibile far propagare e svilupparsi sul territorio una efficace azione diocesana di pastorale familiare.
Lo scopo è quello, attraverso la rete, di poter ricevere e trasmettere input, come una sorta di “scossa” che deve propagarsi in un senso e nell’altro vitalizzando l’intera comunità diocesana.
Abbiamo così proceduto a contattare tutti i parroci di tutte le parrocchie della diocesi prima attraverso una lettera, poi telefonicamente ed infine, in taluni casi anche personalmente, per ottenere da ogni comunità l’indicazione di una coppia di referenti che operassero, o che fossero in grado di farlo, in questa branca pastorale.
Si è così definita una rete le cui maglie sono, purtroppo, di grandezze differenti, con alcune parti del territorio ottimamente coperte ed altre in cui i “pesci” sono tenuti in “vivai di proprietà privata”.
Contemporaneamente la Commissione ha individuato gli ambiti su cui incentrare un’opera di approfondimento e riflessione, sia dell’esistente azione pastorale espressa dalle singole comunità, che delle necessità emergenti dalle stesse (cliccando sul nome della commissione potete leggere i risultati del lavoro delle commissioni):
- educazione all’amore
- preparazione al matrimonio
- accompagnamento dopo il matrimonio
- riscoperta della sacramentalità del matrimonio
- la famiglia nel sociale
- la pastorale delle situazioni particolari
I referenti parrocchiali (in taluni casi interparrocchiali), hanno scelto il proprio ambito di interesse e sono stati nominati dei referenti delle sottocommissioni con cui sono stati tenuti contatti più frequenti da parte della Commissione.
Per ognuno dei cinque temi la Commissione ha provveduto ad elaborare una traccia-guida (vedi nelle varie sezioni del Lavoro delle commissioni).
Ai gruppi di lavoro è stato dunque chiesto di compiere una sorta di monitoraggio, con metodologia libera, dell’azione di pastorale familiare in relazione ai diversi ambiti, e di redigere ciascuno un documento di sintesi/proposta.
L’analisi delle relazionisul lavoro di indagine svolto dalle 5 sottocommissioni, ha evidenziatointeresse sugli argomenti proposti, infatti hanno risposto il 65% delle parrocchie ( tutte erano state interpellate), con un minimo del 40% di quelle del II vicariato ed un massimo del 90% di quelle del III e del VI.
Al di là di questo risultato, che può essere discutibile e non è ovviamente esaustivo, il movimento creato da questa ricerca appare buono; infatti ha messo in relazione costruttiva e di scambio i referenti delle diverse parrocchie e ha evidenziato l’esistenza di realtà vive , capaci di diventare progetto pilota per la diocesi o per lo meno di divenire “luogo di esperienza” per le altre parrocchie.
Considerazioni
Il lavoro svolto con diligenza ed impegno da parte della quasi totalità dei referenti parrocchiali indicati, ha prodotto alcuni spunti di analisi, di riflessione ed indicazioni di necessità pastorali che costituiscono una utile base di partenza per la definizione di alcune linee propositive di intervento che potranno trovare il loro coronamento nella realizzazione di un “Centro diocesano di pastorale familiare”.
Proposte:
- rendere centrale nella pastorale diocesana a tutti i livelli l’educazione all’amore, tanto più nella pastorale familiare;
- realizzare un maggiore interscambio fra le Commissioni diocesane, ed in particolar modo con quella della pastorale giovanile e la Caritas;
- organizzare a livello diocesano un itinerario di formazione per animatori di pastorale familiare e di guide di gruppi famiglia, tagliato sulle esigenze specifiche delle parrocchie del territorio livornese, in buona parte già evidenziate dal presente documento; in tale ambito valorizzare le esperienze positive di pastorale già operanti nelle varie comunità;
- dare uniformità ai percorsi di preparazione al sacramento del matrimonio attualmente svolti, mediante una linea-guida pastorale emessa dall’Ufficio Famiglia, che indichi in un range di variabilità non troppo ampio, il numero, la durata, i contenuti e la metodologia del corso di preparazione dei fidanzati; tutto questo non per creare corsi uguali in tutte le parrocchie, ma per aiutare ogni parrocchia ad interrogarsi sul cammino proposto finora e poter personalizzare la preparazione dei propri fidanzati, nel rispetto però di una necessaria omogeneità di cammini parrocchiali; si auspicano incontri interattivi, nei quali la lezione lasci il posto all’ascolto, alla condivisione, alla testimonianza “umile” intorno alla parola. Si sottolinea l’importanza dell’accoglienza come condizione sine qua non, della convivialità, dell’attenzione, della partecipazione.
- incentivare la collaborazione tra le parrocchie, specialmente dove mancano le risorse umane (in particolare le coppie di sposi), affinché si organizzino dei percorsi comuni di preparazione al matrimonio;
- organizzare giornate diocesane specifiche sulla famiglia e di spiritualità familiare;
- una vera “emergenza” risulta essere la necessità di fare accoglienza, condivisione ed accompagnamento delle coppie in difficoltà o di chi sta soffrendo per il fallimento matrimoniale: tematiche fondamentali risultano la riscoperta della sacramentalità del matrimonio, della preghiera e del perdono ma ancora una volta si evidenzia la necessita di “ascolto”;
- incontri a livello diocesano sul mondo giovanile, sull’adolescenza, sul discernimento vocazionale, sulle responsabilità familiari, sulle competenze educative della famiglia da cui partire per delineare itinerari di educazione all’amore coerenti con le persone cui sono rivolti;
- organizzare momenti d’incontro parrocchiali o diocesani su temi di attualità quali “comunicazione, sessualità, castità, continenza all’interno della coppia”, “la procreazione assistita”, “le coppie gay”, “l’affido, l’adozione, l’adozione a distanza” ecc.., e incontri con chi vive in prima persona esperienze di missionarietà cristiana e progetti di carità locale e mondiale (tipo centro mondialità e sviluppo reciproco ecc..) e incontri con persone che vivono esperienze “particolari” di vita comunitaria e di coppia. Importante, ci sembra creare raccordo con quanto già esiste nella realtà diocesana e cittadina;
- incontri di convivialità inter-parrocchiali per rafforzare ed arricchire il cammino delle varie comunità sul tema dell’accompagnamento delle giovani coppie pre e post matrimoniale;
- individuare percorsi di accompagnamento per la vedovanza;
- sostegno e condivisione per le famiglie con problemi di handicap o di salute.



