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| Articolo | Parlare, comunicare: gli aspetti della comunicazione che aiutano a costruire l'intesa di coppia |
| 13 maggio 2006 | A cura di Letizia e Paolo TISO |
“Le coppie possono far parlare il silenzio:” Con questa affermazione si è chiusa la relazione della Dottoressa Wilma Solcia relatrice, insieme al marito teologo Dino De Santi, del secondo incontro organizzato dall’ufficio della Pastorale Diocesana familiare che ha avuto, nella capacita di comunicare e di esprimersi della coppia e della famiglia, il suo tema centrale. Un silenzio al quale la coppia può dare voce quando è un silenzio pieno di intesa,consonanza,armonia; un silenzio che esprime il legame della coppia e che aiuta la coppia ad intendersi,a capirsi, a muoversi nella vita di tutti i giorni. Ma cosa significa comunicare e quali gli aspetti della comunicazione che aiutano a costruire l’intesa di coppia? Partendo dalle sacre scritture, il Teologo De Santi aprendo l’incontro ha passato in rassegna le modalità di comunicazione di Dio nella bibbia: Dio ha comunicato conMosè per esempio, tramite il roveto ardente creando in lui meraviglia e stupore. Ha suscitato curiosità in Mosè che si è infatti chiesto da dove potesse venire tale luce. Una comunicazione è efficace quindi quando, come nel caso di Mosè, riesce a far nascere delle domande. In un altro passo della bibbia Dio comunica con Elia. Dopo l’immagine del fuoco,del terremoto,del vento impetuoso,ecco il vento leggero che manifesta la tenerezza di Dio: Elia ancora non conosceva questo aspetto di Dio e deve imparare a scorgerlo al di là di quello che sente e vede. Una buona comunicazione,come nel caso di Elia, consiste nella nostra capacità di capire il significato delle cose oltre quello che a volte vediamo o sentiamo: è la nostra capacità di andare “oltre” la superficie di ciò che ascoltiamo. Ed è proprio l’ascolto la caratteristica fondamentale di un processo comunicativo: il teologo De Santi ci ha invitato a riflettere sulla nostra capacità di ascolto davanti al nostro Dio che continuamente ci parla. Un Dio che non si limita a dire delle parole ,ma comunica se stesso: è il Dio del Cantico dei Cantici, il Dio che si rivela nell’ Eucarestia, il Dio che si rivela nella Pentecoste. Un Dio dinamico,che vuole comunicare con l’uomo con tutto se stesso: un Dio che ci chiede di ascoltare non solo le sue parole,ma che ci chiede di comprenderlo, di dargli fiducia e attenzione,di entrare in empatia con lui, di creare comunione con lui. Fondamentale è cercare di ascoltare evitando di esprimere giudizi rimanere cioè aperti a quello che Dio e l’altro vuole comunicarmi. Se io cado nella tentazione di esprimere dei giudizi tolgo alla comunicazione qualsiasi possibilità di risultare efficace. Questo vale sia nella mia relazione con Dio sia nella mia relazione con l’altro Infatti la dottoressa Solcia continuando la riflessione del marito dal punto di vista psico-pedagogico, ci richiama ai tre possibili significati della comunicazione . 1- Comunicare nel senso di portare un dono 2- Comunicare mettendo dei muri 3- Comunicare nel senso di mettere in comune,creare comunione Rispetto a questi tre significati può nascere una importantedomanda : come mettere in comune un dono per creare un rapporto senza che il muro sia troppo alto? Come la comunicazione può aiutarci a rilanciare il nostro legame di coppia soprattutto in presenza di difficoltà? Wilma Solcia sottolinea due modi di comunicare: - Comunicazione Verbale - Comunicazione Non Verbale La comunicazione verbale è fatta di parole,quella non verbale di silenzi,gesti,abitudini, ritardi,espressioni del volto. Spesso nelle nostre comunicazioni si generano incomprensioni,difficoltà,sensazioni di parlare lingue diverse: nella coppia ci sono delle aspettative e dei bisogni che desiderano essere soddisfatti, ma che spesso rimangono inespressi perché viviamo nella illusione che il partner i miei bisogni li deve scoprire, altrimenti è come se non mi conoscesse o, peggio ancora, non mi amasse. Invece nella comunicazione nulla deve essere dato per scontato: è importante far uscire le parole,dirsi all’altro cercando di raggiungerlo e di farmi raggiungere. L’obiettivo è sempre quello di costruire un Noi, ma per costruire un Noi bisogna fare attenzione a chi siamo:fare attenzione cioèalla nostra identitàperché ,solo se sappiamo ben definirci davanti all’altro con i nostri valori e i nostri limiti, possiamo aiutare l’altro a realizzarsi e potremo realizzare la nostra realtà di coppia. La comunicazione di cui parliamo non è la comunicazione che riguarda i” massimi sistemi” , ma è una comunicazione personale dove ognuno parla di se, si racconta ,si dice in verità e in profondità. Una comunicazione che deve tener conto dell’altro dei suoi tempi ,delle sue reazioni,della sua capacità di accogliere quello che voglio dire. La comunicazione ha infatti un suo ritmo dato dalle parole e dall’ascolto che è bene rispettare. L’ascolto permette la comprensione di quello che l’altro desidera dirmi :è importante fare spazio dentro di sé per lasciare il tempo all’altro di “dirsi”. L’ascolto non è solo un sentire quello che l’ altro mi dice, ma è il luogo dentro di me dove io posso esistere per come sono e lasciare all’altro il potere di entrare. Ascoltare significa comprendere fino in fondo l’altro,dargli fiducia e la fiducia rende presente il legame: é’importante- ha sottolineato ancora la dottoressa Solcia - prendersi nella coppia degli spazi per favorire una comunicazione profonda dove ci diamo il tempo per ascoltarci. Darci questi tempi ci aiuta a costruire nel quotidiano un intesa che ci fa essere compresi, quasi miracolosamente, al momento giusto. Ogni coppia ha il dovere e il diritto di darsi degli spazi per ascoltarsi, vivere e ritrovare la propria intimità. Quali gli atteggiamenti che favoriscono l’instaurarsi di una adeguata e fruttuosa comunicazione? Essere aperti e dare fiducia al nostro partner ,comprendere il punto di vista dell’altro,dare valore e dignità a quello che l’altro mi dice e mi vuole comunicare: mostrare interesse ed empatia ,evitare atteggiamenti manipolatori del tipo”so io quello che è giusto per l’altro”. Questi atteggiamenti aiutano a costruire l’intesa di coppia e perché questa possa reggere nel tempo, occorre aprirsi al nuovo, alla novità dell’altro perché come é stato detto all’interno di un gruppo di studio,l’altro è un mistero nel senso che merita da me il massimo rispetto e ha il diritto che io mi avvicini lui con un senso di meraviglia e stupore. Solo facendoci invadere dalla novità dell’altro possiamo cercare nella nostra coppia di far parlare il silenzio:in questo stesso silenzio possiamo insieme cercare di cogliere la voce di un Dio che come al giovane Samuele ha voglia di dirci che ha bisogno di noi,ha voglia di incontrarci per stare semplicemente bene con noi per condividere con noi un dono che nessun muro mai potrà ostacolare. Arrivederci care coppie care famiglie e cari bambini a ottobre con la stesa partecipazione e voglia di esserci che ha caratterizzato questi due incontri. Buona estate a tutti. |